Il prossimo fine settimana saremo a Faenza all’undicesima edizione di Enologica il Salone del vino e del prodotto tipico. Ci sono 100 produttori, un sacco di incontri e di degustazioni, tanta roba buona da mangiare e tante cose di cui discutere. In particolare penso che voleranno molti coltelli nel laboratorio di venerdì 22 condotto da Fabio Giavedoni e da Giorgio Melandri dal titolo:”I territori del Sangiovese di Romagna. Identità in purezza”, il sottotitolo recita”…Otto sangiovesi alla cieca e un parterre di enologi e produttori per aprire un confronto che possa fare storia”. Soprattutto ci auguriamo che la storia possa andare avanti !
‘E in arrivo Enologica 2008
16 Novembre, 2008 · Nessun Commento
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Padroni e ingranaggi
16 Novembre, 2008 · Nessun Commento
Cito Rizzari/Gentili dal relativo e rilassante blog ( fortuna nostra/fortuna loro, l’ansia da opinione non li avvelena): “Diversi colleghi,italiani e stranieri, richiamano ormai con forza i produttori a un’elementare esigenza di autenticità e immediatezza. E noi da anni ormai, abbiamo impostato il lavoro di assaggio per la guida seguendo una direttrice chiara, quella di valorizzare la naturalezza espressiva, e quindi la bevibilità, in tutti i vini, dai più monumentali ai più semplici; stanchi di sentire l’assaggiatore medio che giustifica queste discrepanze con la trita frase “degustare è una cosa, bere un’altra”.
E ancora:”Occorreva quindi rimodulare la tecnica di assaggio, e soprattutto i criteri di giudizio finale, per armonizzare la valutazione “tecnica” con quella “edonistica”.
Cito di nuovo Rizzari/Gentili. Questa volta dall’introduzione (largamente condivisibile) dell’ultima Guida de L’Espresso. “Infine, ma non da ultimo, se cambia il mondo della produzione, non si vede perché non debba cambiare il giornalista che rende conto di questo cambiamento”.
Giusto, giustissimo. Io però aggiungo. La degustazione e i giudizi che ne conseguono, per quanto credo di aver capito del mio lavoro, scorrono attraverso il filtro dell’esperienza e di una pratica consolidata seguendo un percorso come detto non immutabile, ma che deve essere il più naturale e il più fluido possibile, quasi automatico.
Ogni bivio, ogni possibilità di scelta che noi dall’esterno aggiungiamo toglie naturalezza e apre le porte all’arbitrarietà. Il rischio, in altre parole ( vedi l’autoctono a altre cose passate e future), è che il meccanismo di cui siamo allo stesso tempo padroni e ingranaggi si pieghi più alla necessità di dire qualcosa di diverso che non all’utilità.
Dall’editoriale di Alessandro Masnaghetti sul n. 21 di Enogea.
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Ma dove vai se l’equilibrio non ce l’hai ?
8 Novembre, 2008 · Nessun Commento
Stefano Berti è uno dei tanti vignaioli romagnoli che stanno ragionando sull’identità che il sangiovese esprime sui terreni argillosi della prima quinta collinare, in questo caso nella zona compresa tra Predappio e Forlì. Dopo la magica edizione 2001, con la quale esordì in guida conquistando i Tre Bicchieri, Stefano non è più riuscito a trovare l’equilibrio tra potenza ed eleganza, e i vini, sempre convincenti, hanno un timbro carnoso, una bocca leggermente asciugata dai tannini e molto alcol. Una mano più leggera potrebbe equilibrare l’espressione dei vini e un lungo periodo di affinamento in bottiglia sarebbe utile per addomesticare questi tannini un po’ aggressivi. Pertanto condividiamo la decisione di Stefano di tenere per un anno ancora in cantina il Calisto 2006, e siamo curiosi di capire se ciò gli gioverà. Abbiamo assaggiato invece un convincente Ravaldo, etichetta sulla quale Stefano è molto affidabile e dove probabilmente si trova a fare scelte meno radicali: è un vino austero, composto e nonostante un tannino spavaldo ha la stoffa per esprimersi con profondità e qualità. La bocca si distende sfruttando una spinta acida che le regala grande dinamicità; peccato l’alcol leggermente sopra le righe. 
Così recita la Guida Vini D’Italia 2009 appena uscita edita da Gambero Rosso e Slow Food. Ora non per polemizzare ma una volta “carnoso” era da intendersi positivamente e se un vino che ha 14° ha molto alcol forse c’è qualcosa che non quadra. Comunque, col solo intento storico/didattico/divulgativo, vorrei citare quello che si diceva del Calisto 2003 nell’edizione 2005 della medesima guida:”…sfiora di un nulla la riconquista dei Tre Bicchieri in ragione di un aspetto olfattivo giocato su sensazioni fruttate, piene, mature e carnose ( di more, amarene e duroni), affiancate da una sottile speziatura e da eleganti note di grafite e di china. La bocca è veramente potente ma al contempo molto elegante e misurata, con uno spessore fittissimo ed estremamente morbido, e con una persistenza gustativa pregevole. ‘E vino dalla personalità spiccata e dallo stile unico e ricercato, sempre uguale in tutte le sue edizioni.”
E per finire vorrei avvisare i miei colleghi che lavorano sulle argille che per i curatori della guida “…la sfida del futuro sarà quella di equilibrare i vini, sia nella componente alcolica sia nella potenza estrattiva, senza ovviamente perdere valore; una sfida difficile e intrigante, che in Romagna traccerà il confine della qualità nei prossimi anni…”
Produttore avvisato mezzo salvato!
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Il mondo cambia e noi ci adattiamo
30 Ottobre, 2008 · 2 commenti
Mentre eravamo al sicuro nella nostra cantina per cercare di trasformare un’enorme quantità di zucchero in una altrettanto enorme di alcool, nel mondo succedevano un sacco di cose che ci arrivavano all’orecchio grazie alla radio, ma che in fondo non erano il primo dei nostri problemi, data l’urgenza del lavoro che stavamo facendo. Adesso, finita l’orgia vendemmiale e con le mani ancora grondanti di mosto, ci accorgiamo che tutte queste cose ci riguardavano fin troppo da vicino e che anche le scelte di conduzione dell’azienda devono tenere conto di tutte queste cose perché nel bene e nel male possono deciderne il successo o l’insuccesso, la vita o la morte.
Quindi siccome siamo un’azienda flessibile, moderna, dinamica, pronta ai cambiamenti, attenta ai suggerimenti degli amici e dei parenti e disposta a mettersi sempre in gioco, abbiamo deciso, per la nuova annata, di mettere in commercio un solo tipo di vino, di qualità altissima, molto meglio del Calisto, al prezzo di 2 euro la bottiglia, ogni 12 bottiglie acquistate una Magnum in omaggio, consegna gratis in tutto il mondo, per 36 bottiglie c’è un week end omaggio qui da noi e per 60 bottiglie diventate soci dell’azienda e dividiamo gli utili.
Attendiamo fiduciosi la risposta del pubblico alle nostre offerte.
P.S.
Quando saremo prossimi al Natale cercheremo di fare qualcosa di meglio !
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A volte frullano parecchio !
3 Ottobre, 2008 · 1 commento
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The dream team
3 Ottobre, 2008 · Nessun Commento
Ieri con le ultime due vigne abbiamo terminato la raccolta dell’uva. Sono abbastanza soddisfatto della qualità e devo dire che alcune partite si sono poi rivelate meglio di quello che ad un primo sguardo potevano sembrare. Quest’anno in alcune vasche il colore è venuto fuori dopo ben quattro /cinque giorni di fermentazione, i vinaccioli erano abbastanza maturi e infatti nei vini i tannini sembrano di buona qualità. L’andamento delle fermentazioni è stato abbastanza regolare a parte alcune vasche in cui è partita anche la malolattica, senza per altro comportare significativi aumeti dell’acidità volatile. Per un giudizio sui vini occorrerà aspettare ancora anche se l’impressione è quella di una buona annata con alcune punte di eccellenza. Voglio ringraziare quelli che quest’anno hanno svolto fattivamente la vendemmia e cioè da sinistra a destra nella foto Egidio, Mauro, Jacopo, Vesa, Lucia e Dobri, davvero una bella squadra.
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E la vendemmia come va ?
15 Settembre, 2008 · 1 commento
Intanto ringrazio chi di dovere per avere spento il riscaldamento, garantisco che vendemmiare con 33° all’ombra è una cosa ripugnante, poi però speravo anche in piogge più consistenti che invece, almeno qui nella mia zona non ci sono state; di solito nelle vendemmie normali si dice sempre di aspettare due o tre giorni dopo una pioggia prima di ricominciare a raccogliere, quest’anno con lo zucchero che c’è nell’uva si potrebbe tranquillamente farlo mentre piove. In cantina il Suppergiù ha finito la fermentazione alcolica e sta aspettando un travaso, poi abbiamo in fermentazione quattro vasche di Sangiovese, due da Ravaldo e due forse da Calisto, vedremo poi alla fine. Domani, dopo la pausa per il maltempo, si raccoglierà altro Sangiovese sperando in acidità e pH più umani.
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Cercasi vendemmiatori, stop alle telefonate !
12 Settembre, 2008 · 1 commento
Grazie alle numerose offerte siamo riusciti a creare una squadra per la vendemmia. Ringrazio tutti quelli che hanno lasciato un recapito e si sono offerti, mi scuso con coloro che non hanno ricevuto una risposta personalmente ma purtroppo in questi giorni c’è stato poco tempo per stare davanti al computer. Mi sembra comunque di avere ricevuto molte richieste soprattutto da fuori regione, segno forse che i romagnoli di fare la raccolta dell’uva non ne hanno più voglia.
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I tre giorni del Sangiovese
1 Settembre, 2008 · 1 commento
Come già i due anni precedenti anche quest’anno a Predappio il 5,6 e 7 settembre si svolgerà la Tre giorni del Sangiovese con degustazione dei vini delle 10 aziende che fanno parte dell’Associazione per la promozione del Sangiovese di Predappio e territori limitrofi, dei prodotti della gastronomia locale, fra cui il famoso formaggio pecorino stagionato nelle zolfatare, e musica Jazz, classica e popolare. Per non farsi mancare niente in contemporanea ci sarà una collettiva d’arte a cura di Enzo Dall’Ara. Costo del calice 7 euro.
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E’ ormai ora di vendemmiare
1 Settembre, 2008 · 2 commenti
Mentre lo chardonnay sta allegramente fermentando, siamo ormai a 7° Babo dai 21° iniziali, stiamo purtroppo già affilando le lame per l’imminente vendemmia anche delle uve rosse. Dico purtroppo perchè avrei preferito una maturazione con qualche significativo sbalzo termico notte-giorno, mentre tira continuamente vento caldo anche di notte, in più non ha fatto una goccia d’acqua da giugno per cui i vigneti meglio esposti e con terreni non proprio freschi iniziano a dare qualche segno di cedimento e l’uva sicuramente non gode. Come già ultimamente è capitato ci toccherà perdere un po’ di tempo per scartare i chicchi cotti dal sole e quelli appassiti per stress idrico della vite.
Dicono sempre che per lavorare la terra ci vuole tanta passione…
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